Il tempo della storia segna che a settembre gli anni trascorsi dalla morte del marchese Carlo Tancredi di Barolo sono 187, poiché la parola fine sulla sua vita terrena è comparsa il 4 settembre del 1838. Ma un’altra data particolarmente significativa per l’impegno e l’opera del marchese al servizio della comunità cittadina si sta avvicinando.
Nel 2026 ricorrono infatti i duecento anni dalla sua nomina a Sindaco di Torino, incarico che ricopri per il biennio 1826 – 1827. In tale veste – come riportato dal Dizionario biografico degli italiani edito da Treccani – “si segnalò nella lotta contro il pauperismo, facendosi iniziatore di attività benefiche nella città e nei sobborghi, dando impulso alla creazione di scuole gratuite per i figli dei poveri e all’istituzione di posti gratuiti nella scuola per sordomuti. Nel 1827 contribuì anche all’istituzione della prima Cassa di risparmio in Piemonte.”
Del suo impegno per la città, ne è testimonianza anche un dipinto del 1835, opera di Amedeo Augero, presente nella Sala Rossa del Municipio di Torino, la Sala del Consiglio Comunale, in cui viene ricordato il voto alla Consolata per la liberazione dal colera e dove, tra i personaggi ritratti, appare il Marchese Carlo Tancredi. A ricordare quel voto, ancora oggi, è la colonna di granito sormontata da una statua della Madonna, posta davanti al santuario della Consolata.
Nel corso del 2026, Opera Barolo darà vita a iniziative in ricordo dell’attività pubblica svolta dal Marchese di Barolo in favore dei suoi concittadini, soprattutto di coloro che nella Torino ottocentesca occupavano i gradini più bassi della scala sociale.