Chi siamo

Cultura, educazione e assistenza in un’ Opera unica

Fondata nel 1864 da Giulia Colbert Falletti di Barolo (1785-1864), l’Opera Barolo è lo strumento operativo che prosegue l’azione solidale e l’impegno sociale, politico e culturale portato avanti con il marito Carlo Tancredi (1782-1838).
L’azione dell’Opera si concretizza in una serie di progetti di sostegno a situazioni di necessità, con l’obiettivo nello stesso tempo di superare il bisogno immediato, per dotare le persone di strumenti che ne valorizzino la dignità.
L’intuizione centrale, modernissima, dei Marchesi di Barolo è stata creare un legame tra assistenza, educazione e cultura.

Linee strategiche
Sulla base della storia del carisma e per la prosecuzione delle idee dei Marchesi di Barolo, le priorità e gli indirizzi strategici della loro Opera sono:

– investire sulle giovani generazioni, offrendo loro formazione;
– promuovere lo sviluppo del capitale umano presente in Città e nei propri territori;
– mettere a disposizione risorse economiche e progettuali per il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione, la loro autodeterminazione e il loro processo di crescita;
– connettere la Cultura e le Arti con lo sviluppo sociale
– sviluppare la cooperazione pubblico-privato per contribuire ad un welfare più efficace e moderno;
– far dialogare mondi e culture.

Un compito preciso: mantenere viva l’eredità di Giulia di Barolo.
L’Opera Pia Barolo è stata fondata nel 1864, attraverso il testamento della Marchesa Giulia di Barolo, rendendo l’Opera sua erede universale e di conseguenza responsabile del di Lei patrimonio culturale ed economico.

Ancora oggi l’amministrazione  dell’Opera ha il compito di gestire il patrimonio per il bene comune, facendolo diventare generatore e promotore di benessere sociale, promuovendo cultura, educazione e, soprattutto, solidarietà verso le fasce di popolazione più bisognose di attenzione.

Fedele al carisma della collaborazione tra il mondo civile ed ecclesiale, l’Opera Barolo è presieduta, con un meccanismo di governance ad alternanza triennale, dal più alto magistrato e dalla più alta carica ecclesiale della Città di Torino.

 

 

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