La storia

Eventi principali della nascita e dello sviluppo del Distretto Sociale

 

23 settembre 1822
La Marchesa Giulia di Barolo invia una lettera al Conte Roget de Cholex, allora Segretario di Stato degli Affari dell’Interno, per spiegare e motivare l’istituzione di una casa per “donne pentite”, ex carcerate che sentano la necessità ed il bisogno di redimersi, lavorando per assicurarsi una vita dignitosa. Segnala anche l’esistenza di una casa in Borgo Dora, da affittare o acquistare, che potrebbe soddisfare le necessità della “casa rifugio”.

7 marzo 1823
Il re Carlo Felice con regia patente approva la realizzazione di una casa nel Sobborgo di Dora per donne e zitelle che furono per la loro cattiva condotta giudicate colpevoli ma ravvedute; casa da amministrare secondo un regolamento, costituito da undici articoli, e sotto la Sovrana protezione. Viene anche approvato il versamento di un sussidio annuale di 33.000 lire per la manutenzione dell’istituzione. Viene inoltre stabilito che l’acquisto della casa sarà a carico del Governo, mentre i costi di sistemazione, ristrutturazione e ampliamento rimarranno a carico dei Marchesi.

4 aprile 1823
Viene acquistata con atto notarile, dal Regio Economato dello Stato Sabaudo, la casa proposta dalla Marchesa in Borgo Dora. Il fabbricato al momento dell’acquisto era destinato a conceria, era a due piani fuori terra ed aveva al suo intorno un cortile, l’orto ed il giardino, questo direttamente comunicante alla Via Cottolengo (forse a suo tempo denominata Contrada Valdocco).

1825-1829
Si eseguono interventi di ristrutturazione e di ampliamento del fabbricato acquistato. Nel 1826 vengono realizzati i fabbricati sulla Via Cottolengo per eseguire l’alloggio della portineria e del cappellano, nonché dell’atrio di ingresso all’istituto.

16 marzo 1830
Viene richiesta dalla Marchesa autorizzazione per la costruzione del “Rifugino”, fabbricato a tre piani fuori terra, che viene immediatamente realizzato e completato nell’anno successivo.

1831
La Marchesa istituisce l’istituto delle Sorelle Penitenti di Santa Maria Maddalena (le “Maddalene”) composto dalle ragazze ospiti del Rifugio che non intendono uscire dall’istituto ma dedicarsi a vita religiosa. In questo periodo esse vengono ospitate ancora presso gli ampliamenti del Rifugio.

1836
Il Marchese Tancredi acquista il terreno adiacente il Rifugio, nella previsione di realizzare i nuovi fabbricati per ospitare il Convento delle Maddalene. I lavori di costruzione iniziano subito ma solo il 28 agosto del 1841 vengono inaugurati i fabbricati della nuova istituzione.

4 settembre 1838
Muore a Chiari (BS) il Marchese Tancredi Falletti di Barolo.

22 luglio 1843
Nasce l’Istituto delle Maddalenine per ospitare ragazze in difficoltà provenienti da famiglie e ambienti degradati che non potevano trovare alloggio presso le Maddalene. Si presume che esse vengono ospitate presso i fabbricati realizzati per le Maddalene.

10 agosto 1845
Viene inaugurato l’Ospedaletto di Santa Filomena destinato ad accogliere ragazze disabili dai 3 ai 12 anni, con possibilità di trattenersi fino ai 18 anni. La Marchesa nomina come Direttore Spirituale della nuova istituzione Don Bosco, che già svolgeva funzioni di assistenza al Direttore Spirituale del Rifugio.

1846
Viene istituito l’istituto delle Oblate di Santa Maria Maddalena (non suore) dedite alla cura dei bambini dell’Ospedaletto.

1857
Viene istituito il Laboratorio di San Giuseppe, scuola professionale diurna per ragazze tra i dieci e i diciotto anni. Probabilmente ospitata nei locali del Convento delle Maddalene

19 gennaio 1864
Muore a Torino la Marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo. Il 10 luglio del medesimo anno viene costituita l’Istituzione “Opera Pia Barolo” voluta dalla Marchesa con testamento del 22 settembre 1856.

1870
L’amministrazione della città di Torino, alla quale era stato trasferito nel 1851 l’onere del pagamento del sussidio annuale all’Istituto del Rifugio di 33.000 lire, decide di ridurre gradualmente il sussidio, fino alla completa cancellazione in pochi anni. Seguiranno ricorsi ed azioni legali da parte dell’Opera Pia Barolo contro la Città di Torino ed il Governo per il reintegro del sussidio, fino alla sentenza definitiva nel 1887, che condanna la Città al pagamento del sussidio, degli arretrati e degli interessi maturati.

1877-1878
Il Consiglio di Amministrazione dell’Opera Pia Barolo, stante le cattive condizioni igieniche ed edilizie del Rifugio, decide di istituire una commissione tecnico-legale che dovrà occuparsi della ricostruzione.

1884-1886
L’Opera Pia Barolo incarica nel 1884 l’architetto Carlo Ceppi di redigere il progetto di ricostruzione del Rifugio. Viene presentato un primo studio preliminare nel 1885 ed un secondo, il 14 aprile del 1886, definitivo con le varianti e modifiche richieste dall’Opera Pia Barolo.

1° febbraio 1889
Viene approvato dal Consiglio dell’Opera Pia Barolo il progetto definitivo del nuovo Istituto del Rifugio a firma dell’architetto Sbarbaro, che interviene in sostituzione del collega Ceppi, certamente impegnato in altri lavori nella e per la città di Torino. I lavori vengono iniziati immediatamente e conclusi presumibilmente nel 1890. Il nuovo fabbricato sostituisce l’originale Rifugio, mantenendo unicamente la chiesa ed il Rifugino.

1889-1898
Si approvano e realizzano importanti ampliamenti, tra i quali nuovi corpi di fabbrica presso l’Istituto delle Maddalene nel 1890; nel 1896 l’ampliamento della chiesa a servizio del Rifugio e delle Maddalene; nel 1897 la sopraelevazione del Rifugino da tre a quattro piani fuori terra, e tra il 1897 ed il 1898 ampliamenti presso l’Ospedaletto di Santa Filomena, nonché la sopraelevazione di un’ala.

1942-1943
Durante il secondo conflitto mondiale i bombardamenti alleati provocano ingenti danni ai fabbricati del Distretto: il Rifugino è completamente distrutto, altri edifici sono gravemente danneggiati. Durante i bombardamenti non vi sono vittime, in quanto ospiti e personale di servizio dei vari istituti erano stati trasferiti in altre proprietà dell’Opera Barolo o altre istituzioni assistenziali.

1945-1950
Vengono eseguite le riparazioni dei danni della guerra e la ricostruzione completa del fabbricato del Rifugino con volumetria ridotta rispetto al precedente e di tipologia architettonica difforme dal contesto edilizio intorno.

1950-2000
Interventi di manutenzione dei fabbricati dei singoli istituti; cambiano le destinazioni originarie, e i locali ospitano istituzioni assistenziali e di sostegno sociale di carattere privato.

1999-2000
Viene ampliato e risistemato il fabbricato della ex lavanderia delle Maddalene al fine di realizzare la sede del CTS, Centro Torinese di Solidarietà, che si occupa di trattamenti relativi alle dipendenze patologiche.

2012-2015
Vengono ceduti all’Ufficio Migranti della Diocesi parte del Laboratorio di San Giuseppe e parzialmente dell’Ospedaletto di Santa Filomena, che realizzano in questi anni interventi di ristrutturazione e la creazione di un corpo di un nuovo corpo di fabbrica per accoglimento dell’utenza.

2016
L’Ex Rifugio viene trasformato in un Housing sociale e dato in gestione alla Co-Abitare.

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