Nelle Valli di Lanzo, ancora oggi, è ben visibile l’eredità fatte di opere infrastrutturali lasciata al territorio e ai sui abitanti dai marchesi di Barolo. Per chi non ne fosse a conoscenza, l’opportunità di scoprirlo è offerta dalla mostra “Ponti e Strade. Segni di cammino”, allestita al Museo Tazzetti di Usseglio, che sarà inaugurata il prossimo 4 luglio (alle ore 16)  e visitabile fino al 13 settembre.

A suggerire agli organizzatori il tema dell’esposizione, i ponti e le strade, sono stati un dipinto a olio su tavola di fine Ottocento dell’artista Giovanni Battista Carpanetto, Ponte antico presso Viù, acquistato quest’anno dal museo di Usseglio, e l’opera svolta per questa valle piemontese dal marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo che, negli anni 1838-1842 e insieme alla consorte Giulia Colbert, aveva contribuito in modo decisivo alla realizzazione della carreggiabile che collega Germagnano a Viù: l’attuale Provinciale 32, strada che salendo, poco prima di Borgo, attraversa il torrente Stura con il Ponte dedicato dai Viucesi ai Marchesi di Barolo.
Lungo il percorso espositivo, la storia e il rapporto dei Barolo con Viù sono presentati attraverso alcuni disegni di Clemente Rovere, che illustrano il cammino di metà Ottocento lungo la Valle di Viù, da Lanzo a Usseglio, mentre altri rimandi storici ai marchesi sono costituiti da due bozzetti del monumento a Giulia Colbert, opera di Gabriele Garbolino Rù, inaugurato sulla facciata di Palazzo Falletti di Barolo lo scorso gennaio.
La mostra è allestita in collaborazione l’Opera Barolo e l’Accademia Albertina di Belle Arti, che ha contribuito all’esposizione con opere di quattordici allievi partecipanti alla seconda edizione del “Premio di pittura dedicato alla memoria di Elena Tazzetti”, sorella di Alberto, presidente del Museo. Gli allievi artisti hanno realizzato interpretazioni originali del tema proposto dal Premio, che gli stessi autori spiegano nelle didascalie che accompagnano i dipinti.