Auguri natalizi a Palazzo Barolo, con un annuncio speciale.
In occasione dell’incontro per lo scambio di auguri in vista delle festività natalizie, come da tradizione ospitato a Palazzo Barolo, il vicepresidente dell’’Opera Barolo, Giorgio Cavalitto, ha sottolineato che il 2026 dell’Opera Barolo si aprirà con un evento molto speciale.
“Il 17 gennaio infatti – ha annunciato Cavalitto – sarà inaugurato un monumento per la marchesa Giulia, il primo in assoluto, su un centinaio di monumenti cittadini, dedicato a una donna della storia torinese. L’opera, realizzata con il fondamentale sostegno della famiglia Abbona, proprietaria dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche cantine in Barolo”, è una scultura in bronzo collocata sulla facciata di Palazzo Barolo, che rappresenta la marchesa Giulia con una carcerata tra le braccia. Questo per non dimenticare che, proprio dall’attenzione verso la condizione delle donne detenute, è iniziata la sua opera caritatevole. Un’attenzione – ha aggiunto il vicepresidente – che nel tempo, attraverso l’Opera, non è mai venuta meno, come ad esempio è avvenuto con il progetto “Artisti all’opera per il Ferrante Aporti”, realizzato la scorsa estate nell’ambito di attività finalizzate alla “rieducazione” attraverso la cultura”.
Parlando di iniziative prossime, Giorgio Cavalitto ha sottolineato che nel 2026 cade per l’Opera Barolo un’altra ricorrenza importante. “Il prossimo anno ricorrono i 200 anni dalla sindacatura del marchese Carlo Tancredi, la cui opera alla guida dell’amministrazione civica torinese ha portato alla realizzazione di opere che hanno contribuito a trasformare il volto urbanistico della città e all’adozione di iniziative di rilevante impatto economico. Per ricordare l’anniversario, Opera Barolo sta lavorando all’organizzazione di iniziative celebrative da tenersi in primavera e nell’autunno del prossimo anno”.
Tracciando un sintetico bilancio dell’anno che si sta chiudendo, ha ricordato che “sono proseguite tutte le attività di valorizzazione di Palazzo Barolo con mostre ed eventi, come pure le attività didattiche ed educative nelle scuole dell’Opera, di cui – ha detto il vicepresidente – “vorrei citare un paio di novità. Nel complesso di Moncalieri è stato infatti aperto un micronido in convenzione con il Comune, che ha aumentato la disponibilità di opportunità educative per i più piccoli, e nel 2026 è previsto un intervento partecipato di riqualificazione artistica da effettuarsi in collaborazione con il Dipartimento educazione del Museo d’Arte contemporanea del Castello di Rivoli. Per le scuole dell’Opera proseguono gli interventi di miglioramento di strutture e attività finanziate con il lascito Forastieri”.
Nel suo intervento, il vicepresidente Cavalitto ha anche ricordato che “il cuore dell’Opera batte soprattutto nel luogo dove ogni giorno la carità si fa atto concreto, assicurando accoglienza, assistenza, distribuzione di beni e generi di prima necessità e fornendo servizi essenziali alle persone più fragili. Ovvero al Distretto sociale Barolo, dove opera la Pastorale diocesana dei migranti e tante altre realtà che in vari modi sono impegnate – attraverso i loro volontari – nell’aiutare il “prossimo”, soprattutto quando il “prossimo” è una persona che ha bisogno di essere accolta, sostenuta, integrata”.

Evidenziando che l’Opera collaborano, tra gli altri, la Città di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT e la Fondazione Operti, dando vita a sinergie istituzionali che da tempo risultano fondamentali per garantire un supporto continuativo ai progetti del Distretto, Cavalitto ha citato alcuni “progetti recenti, come la riqualificazione di alcuni spazi adiacenti i locali della Pastorale migranti in fase di realizzazione, che possono ospitare attività anche in orari serali e nel fine settimana, rispondendo così alle numerose richieste di associazioni, gruppi parrocchiali, cappellanie etniche, scuole e collettivi studenteschi”. Non dimenticando che le opere di riqualificazione del patrimonio immobiliare, non sono disgiunte dall’attenzione al tema della sostenibilità ambientale. “Motivo per cui, solo per citare un esempio, al Distretto sociale sono stati installati pannelli solari e creata una “comunità energica” con la Pastorale diocesana dei migranti e l’associazione Camminare Insieme”.
Un ultimo pensiero è andato alle “apprezzate visite guidate mensili all’interno del Distretto: momenti importanti per far conoscere il ricco lascito morale e materiale dei Marchesi di Barolo. Un’esperienza davvero immersiva nei nostri spazi, con interazioni in diverse lingue, che la rendono accessibile a un pubblico sempre più ampio”.
